Gestire il caldo intenso negli anziani: integrazione salina per prevenire disidratazione e deficit nutrizionali

Alessandra Bordoni
Medico Chirurgo Specialista in Scienza dell’Alimentazione Professore Ordinario – Università d Bologna

La sua attività di ricerca si è sempre focalizzata sul rapporto tra nutrienti, alimenti, dieta e salute/prevenzione di malattie. Docente di Scienza dell’Alimentazione, Nutrizione Umana e Biochimica presso i CdL di Tecnologie Alimentari e di Scienze e Tecnologie Alimentari.

L’acqua è il costituente principale di tutti gli organismi viventi. E nell’uomo adulto rappresenta il 55-65% del peso corporeo, dipendentemente da età e sesso. L’acqua totale corporea (ATC) è suddivisa in intracellulare ed extracellulare, che comprende l’acqua interstiziale e transcellulare, il plasma e la linfa. Il rapporto acqua intracellulare/extracellulare è circa 3:2.

Il fabbisogno di acqua, pari a 1 ml/Kcal nell’adulto, ed è legato alle perdite idriche, che possono essere renali ed extrarenali (perspiratio sensibilis ed insensibilis, feci) per un totale di circa 2 -2,5 L al giorno. Queste perdite devono essere compensate dall’acqua assunta per via esogena con bevande ed alimenti, e dalla produzione metabolica di acqua endogena, peraltro bassa (circa 300 ml/die). Il bilancio idrico viene mantenuto grazie al centro della sete, che si trova nell’ipotalamo, e all’ormone antidiuretico, che regola il volume dell’urina emessa. Quando però aumenta la sudorazione, si può facilmente incorrere in uno sbilanciamento ed andare incontro a disidratazione. La disidratazione è pericolosa a prescindere dall’età, ma gli anziani sono maggiormente a rischio perché la percentuale di acqua corporea è minore, la funzione renale meno efficiente, e lo stimolo della sete meno percepito. Nell’anziano, la disidratazione è associata ad aumento della mortalità e ad un decorso più sfavorevole delle malattie, e secondo alcuni studi a un calo delle prestazioni cognitive [1].

Occorre quindi porre particolare attenzione alla prevenzione della disidratazione. In circostanze particolari e per gli individui con maggiori esigenze di elettroliti o di idratazione, possono essere utili integratori specifici, che contengono anche elettroliti come sodio, calcio, magnesio, cloruro, fosfato e potassio.

Bibliografia

[1] Edmonds CJ et al (2021)Dehydration in older people: A systematic review of the effects of dehydration on health outcomes, healthcare costs and cognitive performance. Archives of Gerontology and Geriatrics 95, 104380 https://doi.org/10.1016/j.archger.2021.104380.

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