La multifattorialità della neurodegenerazione e conseguenze nutrizionali

Dott. Massimo Fabio Giuffrida
Biologo nutrizionista

Specializzando in Scienza dell’Alimentazione presso “La Statale” di Milano
Tirocinante presso ASST Gaetano Pini CTO di Milano
Libero Professionista

Supporto nutrizionale nel rallentare la progressione della malattia

Un’alimentazione corretta è fondamentale nella prevenzione e gestione delle malattie neurodegenerative, in particolare, il modello mediterraneo, caratterizzato da alimenti vegetali, olio d’oliva e pesce azzurro (fonte di omega-3) è associato a un ridotto rischio di demenza e Alzheimer.

Alimenti come frutta e verdura (ricchi di antiossidanti), legumi e cereali integrali contrastano lo stress ossidativo e l’’infiammazione. Gli omega-3 sono essenziali per le membrane neuronali e la riduzione dell’infiammazione. Le vitamine del gruppo B sono cruciali per la funzione del sistema nervoso, e la loro carenza può causare disturbi cognitivi. Gli antiossidanti, invece, proteggono dal danno ossidativo.

La vitamina D è importante per diverse funzioni e la sua carenza è associata a diverse patologie, non solo osteoarticolari. 

In ambito neurodegenerativo, soprattutto nelle fasi avanzate della malattia, la consistenza degli alimenti e l’idratazione diventano cruciali nella gestione della disfagia o delle difficoltà deglutitorie.

Una dieta equilibrata e ricca di nutrienti essenziali, come quella mediterranea, integrata da omega-3, vitamine del gruppo B, antiossidanti e vitamina D, supporta la salute cerebrale e può potenzialmente ridurre il rischio di malattie neurodegenerative nonché tardare l’evoluzione della malattia.

Strategie alimentari e integrazione specifica nella gestione della Malattia di Parkinson

La ricerca scientifica ha evidenziato il ruolo dell’alimentazione nel decorso della Malattia di Parkinson (MP), in quanto ne influenza l’insorgenza, la progressione e la sintomatologia. Un approccio nutrizionale chiave è la dieta a ridistribuzione proteica (RP) che migliora l’efficacia della levodopa, farmaco cardine nel trattamento, riducendo la competizione per l’assorbimento a livello intestinale. È fondamentale personalizzare la dieta, mantenendo un adeguato apporto proteico totale.La gestione dei sintomi non motori tramite la nutrizione è altrettanto importante. La disfagia, frequente nella MP, può essere gestita con Alimenti a Fini Medici Speciali (AFMS) come addensanti e acqua gel, sempre sotto controllo medico. La stipsi, sintomo precoce e prevalente, può beneficiare di interventi dietetici e comportamentali. La sarcopenia, perdita di massa muscolare, forza e funzionalità, comune nei pazienti anziani e potenzialmente peggiorata dalla MP, richiede un adeguato apporto proteico (1,2–1,5 g/kg/die negli anziani) ed esercizio fisico. Gli aminoacidi, in particolare quelli essenziali come la leucina, svolgono un ruolo cruciale nella sintesi proteica muscolare nonché nel prevenire o tardare i sintomi della sarcopenia. Diversi studi e revisioni sistematiche in letteratura indagano sul ruolo della RP e l’integrazione specifica (PMID: 20669318; PMID 36474318; PMID: 35741675; Nutrients 2015, 7, 8199-8226; doi:10.3390/nu7095388).

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